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Nel medioevo esistevano già nella zona dell'attuale Borbona due chiese, documentate dalla bolla di Anastasio IV del 1153: la pieve di Santa Croce in Burbone, abbandonata nel 1500 perché ormai fatiscente, e l'attuale santuario di S. Maria del monte che sovrasta Borbona dall'alto, distrutto dal terremoto del 1703 e ricostruito. Nella terra alta, La Lama, troviamo la monumentale parrocchiale di S. Croce e la preziosa S. Anna.
L'interno della parrocchiale è arricchito dallo spettacolare altare barocco del 1700 che ospita una splendida immagine della santa patrona del paese, Santa Restituta. Oltre agli interessanti dipinti del 1500 e del 1600 la chiesa conserva un importante rilievo forse proveniente dall'antica chiesa medievale scomparsa.
All'esterno è murato un rilievo tardocinquecentesco con Baubo, sicuramente proveniente da una fontana della rocca.
S. Anna è sopravvissuta integra, con il suo raro insieme decorativo, al
terremoto del settecento. Edificata alla fine del 1400, è stata successivamente
arredata nel 1600 con altari lignei e con il grande soffitto ornato.
Recentemente è tornato alla luce
un affresco del primo periodo della chiesa, un S. Antonio da Padova che
documenta la locale tradizione francescana con un San Rocco che allude alla
peste così frequente nel reatino in quegli anni.
Adiacente a S. Anna è ancora visibile il convento secentesco, purtroppo ormai inagibile, affrescato da storie francescane dipinte dalla bottega di Vincenzo Manenti. A valle due chiese raccolgono altre importanti memorie artistiche del paese: In S. Giuseppe sono murati i suggestivi resti medioevali delle chiese scomparse, mentre la Madonna in terracotta attribuita a Carlo dell'Aquila, dei primi anni del 1500, e l'Ecce Homo da Ludovico Carracci
testimoniano un passato importante ancora in gran parte da studiare.
In S. Maria Assunta, una chiesa cinquecentesca rielaborata nel 1800, è visibile sull'altare un dipinto che oggi è possibile attribuire a Vincenzo Manenti e bottega, ma la chiesa conserva soprattutto il monumento artistico più importante del paese, la Croce di Borbona, la croce processionale in argento dorato che fu creata, nei primi decenni del 1300, in quel regno angioino di cui Borbona faceva parte.
Nella campagna che circonda il paese sopravvivono tre piccole chiese rurali, S. Croce alla pineta, S. Michele Arcangelo e S. Restituta, un luogo caro alla devozione dei borbontini che nel 1637 ne permisero il restauro con una pubblica raccolta di fondi.
Il parroco don Ernesto Pietrangeli è l'appassionato custode e l'attento
studioso di queste chiese di Borbona. In collaborazione
con Roberto Mancini ha svolto un' accurata ricerca sulle Visite pastorali di
Borbona.
Nelle frazioni di Vallemare e
Piedimordenti ci sono altre due chiese, rispettivamente quella di
Santa
Maria degli Angeli e quella di
Santa
Margherita.
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