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I Francescani si insediano nella Valle Reatina già dall'inizio del XIII secolo.

Tommaso da Celano narra nella Vita Prima che, intorno al 1208, S. Francesco decise di dividere la comunità dei Frati Minori in gruppi di due frati, ciascuno per annunciare la pace e la penitenza in remissione dei peccati in giro per il mondo. Per sé e per il suo compagno Francesco scelse la Valle di Rieti, che divenne ben presto nucleo di espansione del vasto movimento francescano. Così  i primi insediamenti minoritici, occasionali e instabili, e le stazioni eremitiche andranno sempre più a configurarsi come vere e proprie strutture conventuali, il cui insediamento capillare sarà in seguito organizzato in zone amministrative dette Custodie.

L'appendice della provincia reatina, "storicamente" abruzzese, della zona tra Antrodoco e Amatrice, in cui è compreso  appunto il paese di Borbona, è un'area che intorno al XIV secolo gode di una strategica importanza; centro angioino al confine con lo stato della Chiesa, è continuamente attraversata da quelle diffuse spinte pauperistiche e riformistiche intensificate notevolmente soprattutto sotto l'influenza dei francescani Spirituali. In questo percorso storico si inseriscono le croci processionali di Borbona e di Posta, databili entrambe al XIV secolo. La prima, un gioiello dell'oreficeria medievale, rispecchia quell'intento di  ristabilimento da parte della Chiesa dei propri dogmi dottrinali, in concomitanza con le continue visite di controllo dei funzionari papali che cercavano di mantenere l'autorità pontificia contro le continue spinte riformistiche dei francescani Spirituali fautori di una Chiesa povera; la seconda croce è una raffinata opera lignea dipinta a tempera proveniente dal convento di S. Francesco a Posta, frequentato crocevia sulla via Salaria a pochi chilometri da Borbona (ora nel Museo Civico di Rieti); nel santo vescovo raffigurato sul suo verso è probabilmente riconoscibile il carismatico Ludovico d'Angiò, che decise di vestire il saio francescano degli Spirituali rinunciando al Regno di Napoli.

Dopo il Concilio di Trento, sotto l'incentivo della Chiesa,  si verificherà  un folto insediamento monastico in quasi tutti i paesi del reatino e delle province abruzzesi e le decorazioni claustrali con vite di santi riscuoteranno un notevole successo; la rifioritura del francescanesimo e del pensiero pauperistico porterà a una serie di decorazioni caratterizzate da un ductus pittorico vernacolare con caratteri di spicciola aneddotica. 
Su questa linea si inserisce il convento francescano di S. Anna a Borbona, fondato il 20 novembre 1618,  tenuto dai Padri Riformati e in seguito dagli Osservanti. Il movimento dell'Osservanza, sorto intorno al XIV secolo dall'Ordine dei Frati Minori e diffuso poi da S. Bernardino da Siena e da Giovanni da Capestrano, contava nel XVI secolo 33 conventi solo nelle province di L'Aquila, Teramo e Chieti; i francescani erano presenti in Abruzzo con più di 90 conventi.

Ormai in condizioni disastrose di conservazione, il ciclo pittorico del convento francescano borbontino conservava fino al 1996 ancora 12 lunette affrescate su un totale originario di 25 o 26 lunette; allo stato attuale la pessima situazione architettonica complessiva non permette più alcun sopralluogo. Attribuiti a Vincenzo Manenti e bottega (G.G.), questi affreschi  si allontanano dai grandi cicli di Leonessa e di Poggio Bustone per una interpretazione più spirituale della agiografia francescana; viene esaltata la mediazione angelica e numerose apparizioni squarciano dall'alto il naturalismo dell'episodio terreno.

E' per questo emblematico l'affresco della prima lunetta, in cui viene introdotto quel carattere prevalentemente spirituale che investe l'intera decorazione, si tratta delle profezie di S. Giovanni Evangelista e di Gioacchino da Fiore, al cui pensiero, diffuso soprattutto tra i secoli XIV e XV, il movimento dell'Osservanza spesso si ricollegò. Si concretizza così anche a Borbona quella rara esperienza di propagazione dell'eretico pensiero gioachimitico diffuso tra le prime famiglie francescane.

Anche l'adiacente chiesa di S. Anna testimonia la presenza di una assidua committenza francescana con le due sculture lignee, databili al XVII secolo, di S. Bernardino da Siena e di S. Antonio da Padova, ambedue santi francescani. Il primo è il fervido predicatore, vissuto tra il 1380 e il 1450, fondatore del movimento dell'Osservanza, il secondo un santo taumaturgo portoghese che incontrò S. Francesco ad Assisi nel 1221. S. Antonio da Padova figura in anche nel suggestivo affresco attribuito al Maestro della Madonna della Misericordia, che fu dipinto forse in occasione dell'importante Giubileo del 1500 nell'ambito di una delle diffusissime confraternite, come quella reatina devota al Santo stesso. La presenza inoltre di un dipinto su tela raffigurante S. Pietro d'Alcantara, databile al XVII secolo, testimonia la precoce diffusione tra i Minori del Convento di S. Anna del culto per questo frate riformatore ancor prima della sua canonizzazione.

Paola Berardi

http://web.tiscali.it/paolaberardi/

 

Numerosi articoli e visite guidate a cura di Giorgio Guarnieri, Giampaolo Belardinelli e Paola Berardi hanno trattato gli argomenti sopra citati del Convento e della chiesa di S. Anna a Borbona e delle croci processionali di Posta e di Borbona. Il ciclo di S. Anna è stato inoltre completamente schedato da Giampaolo Belardinelli e Paola Berardi con la collaborazione di Silvia Berardi e Paolo Signoretti, nonché documentato da fotografie a colori di Eugenio Gregori.

 

 

 

 

 


 



per informazioni:

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tel. 0746/940037 - fax 0746/940285

e-mail borbona@comune.borbona.rieti.it