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Assemblea a Borbona del comitato difesa acqua pubblica ATO3 Rieti
Il 26 Agosto 2005, si è tenuta l’assemblea di informazione, riflessione e confronto sulle conseguenze dell’eventuale affidamento degli acquedotti ad un gestore unico costituito in società mista che includa anche i privati. L’assemblea è stata promossa dal comitato difesa acqua pubblica ATO3 Rieti, che ha curato l’introduzione al dibattito ed ha fornite quelli che a suo parere sono gli elementi informativi essenziali per valutare con consapevolezza le decisioni che si stanno per prendere in merito alla applicazione della c.d. legge Galli. Al dibattito erano stati invitati tutti i Sindaci interessati (o loro rappresentanti); ovviamente il rischio era di una disattenzione totale al problema, la presenza di 10 Amministrazioni Comunali (quella ospitante più altre 8 al tavolo del dibattito ed 1 in sala) è da valutare positivamente; la giornata è stata perfettamente organizzata, il dibattito è stato sereno, alla fine il confronto è stato giudicato da tutti civile ed opportuno. L’obiettivo era quello di capire le rispettive opinioni (non certo quello di contrapporsi), e questo obiettivo è stato sicuramente raggiunto e da tutti apprezzato. Rispetto al resoconto contenuto in un articolo di un organo di informazione (che ringraziamo per il suo interesse alla manifestazione), rileviamo alcune lacune che potrebbero dipendere dal fatto che l’articolista, a quanto risulta, non era presente al dibattito protrattosi fino alle 20, e il giornale era in edicola la mattina successiva; rispetto a questo alcune precisazioni sono necessarie: riteniamo ingeneroso giudicare “mezzo buco nell’acqua”, una manifestazione a “volontaria partecipazione” (non istituzionale) di informazione, confronto e dibattito, alla quale erano “spontaneamente” presenti ben dieci Comuni in un periodo dell’anno dove alto è il loro impegno; questo sembrerebbe un grande risultato; in generale, comunque, la posizione dei Comuni presenti è stata molto più articolata di quella presentata in forma troppo sintetica nell’articolo e, di conseguenza, le cifre sugli schieramenti a confronto sono inesatte; si dice 5 Comuni a favore della SpA con il privato su 8 presenti, quando si può parlare al massimo di 4 su 9, infatti: il Comune di Cittareale, pur presente in sala, non ha partecipato al dibattito e quindi non può essere annoverato fra i Comuni che si sono dichiarati a favore della gestione con partecipazione del privato, 2 Comuni (Antrodoco, Rieti) si sono schierati senza dubbi a favore di una società che includa anche il privato, 1 Comune (Roccantica) non è intervenuto e si è limitato a dichiarare il suo accordo con la posizione del Comune di Rieti, 1 Comune (Amatrice), nell’intervento iniziale, ha illustrato la situazione locale dove la gestione (per motivi che venivano dal passato) risulta affidata ad una ditta privata e si è dichiarato consenziente con la presenza di privati nella gestione; alla fine del dibattito si è dichiarato d’accordo sulla opportunità di proseguire la riflessione ed ha giudicato utile averla iniziata; 1 comune (Posta) ha espresso perplessità e quantomeno si è dichiarato preoccupato per il futuro del suo acquedotto qualora l’affidamento dovesse andare ad una società con partecipazione dei privati, 1 Comune (Pozzaglia Sabina) ha illustrato la propria situazione attuale (gestione diretta dell’acquedotto) e si è dichiarato convinto che la migliore prospettiva nel suo caso è quella di mantenere in proprio la gestione e di non ritenere opportuna l’apertura al privato, 3 Comuni (Borbona, Toffia, Collegiove) si sono dichiarati assolutamente contrari ad una gestione che coinvolga in qualsiasi maniera il privato; in particolare il Comune di Borbona ha ribadito che è poco credibile un gestore unico per una pluralità di acquedotti, ognuno con una specificità nota soltanto in loco, paventando conseguenze locali che potrebbero essere anche molto gravi, il diritto di ciascuno a decidere del proprio futuro senza che la scelta di un Comune di gestire in proprio l’acquedotto (in accordo con l’ATO3) debba essere vincolante per gli altri Comuni, così come la scelta di un Comune di affidarsi al privato debba essere a sua volta vincolante per tutti gli altri; la qualificazione politica di due Sindaci (fra i quali Borbona) ribadita nell’articolo può essere fuorviante; il Sindaco di Borbona (che non ha mai nascosta la sua appartenenza politica) conduce questa battaglia contro il rischio di perdere il controllo sulla gestione dell’acquedotto, non come dovere di partito, ma in nome della popolazione che lo ha eletto e in forza di un OdG approvato dal Consiglio Comunale con un solo voto contrario. L’assessore di Rieti (con la delega per l’ATO3); nel suo intervento iniziale, lui sì, ha ritenuto di esplicitare la sua appartenenza politica (ma l’articolo di cui sopra non ne fa menzione), difendendo poi la sua tesi a favore di una SpA con partecipazione del privato; è stato principale bersaglio della polemica del Comitato a cui ha risposto con pari foga; per impegni già presi, è dovuto andare via alle 17,30 a dibattito appena iniziato; la sua posizione è l’unica sintetizzata dall’articolista. Punte di radicalità (entro i limiti della competizione politica) ci sono state, ma i Sindaci (sia quelli a favore, sia quelli contro la società mista pubblico/privato) non si sono lasciati coinvolgere. La presenza dei cittadini è stata forte, tollerante e partecipativa, e gli intervenuti all’unanimità hanno espresso forti dubbi e posizioni di rifiuto della privatizzazione. Le proposte emerse sono state diverse: regole di garanzia nel contratto, per arginare le possibili mire del privato, diritto dei cittadini ad essere consultati, incontro della Provincia e dei Comuni con la rinnovata compagine regionale, attesa delle risultanze della Commissione al Senato che sta valutando il diritto dei piccoli Comuni montani ad esimersi dal partecipare alla gestione unica.
Come Sindaco di Borbona sono molto grato a quanti, comunque, stanno seguendo questo dibattito; ringrazio tutti i Sindaci che vi dedicano una parte della loro attenzione. La partita è grande, non pretendo di avere le ragioni, ma mi seguiterò a battere per quelle che ritengo le ragioni di un piccolo paese di montagna. L’informazione, in questa partita ha un ruolo essenziale ed è per questo che vi invio questo resoconto non solo per esprimere “la mia versione dei fatti”, ma anche come atto dovuto verso gli organizzatori, le autorità citate e quanti, fra i Comuni invitati, non sono potuti intervenire e, comunque, sono interessati. Qualsiasi precisazione o integrazione circa le posizioni espresse possono essere inviate alla posta elettronica del Comune di Borbona ed a ciascuna garantiamo risposta e inoltro a tutti i Sindaci destinatari di questo resoconto. Aggiungo una mia riflessione personale. Lottare contro i poteri forti è difficile per tante ragioni e spesso la gente rinuncia sentendosi inadeguato. Ma io credo che questa società non andrà più avanti se si continua a indietreggiare. In questo mio impegno non ho soddisfazioni, ma grandi avversioni e piccole difficoltà, e incomprensioni e sospetti, ma ho anche una grande solidarietà nel paese e questa mi è sufficiente. Spero soltanto che a Borbona fra qualche anno si possa giudicare (qualunque decisione sarà presa per la gestione dell’acquedotto) chi aveva ragione e chi aveva torto. Perché questa è veramente democrazia: consentire alla gente di capirci qualcosa e di conoscere tutti gli elementi per poter giudicare con la propria testa.
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per informazioni: Comune di Borbona - Via Nicola da Borbona 12 - 02010 Borbona (RI) tel. 0746/940037 - fax 0746/940285 e-mail borbona@comune.borbona.rieti.it
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